Elain

mercoledì 14 dicembre 2011

STE CASSETTI MALEDETTI

Ogni volta che vivo un momento della mia vita per quanto possa non essere il massimo penso sempre di essere confusamente felice.
Ogni periodo era per me un momento nuovo e in grado di sistemare altri mattoncini per mirare ancora più in alto.
Ecco ora che mi accorgo di avere i pantaloni al rovescio li sistemo.
E mi accorgo che i miei pantaloni sono sporchi.
Ogni periodo prende un nome, un etichetta che mai avrei pensato di dare.
Tutto diventa chiaro e divisibile in cassetti adatti.

E così posso leggere il periodo SPENSIERATEZZA che una volta avrei chiamato presente, e oggi infanzia.

Un'etichetta porta il nome di IGNORANZA&CONVINZIONI CAMPATE IN ARIA E PREGIUDIZI, e un tempo poteva essere ribellione e certezza di essere diversi e che il futuro sarebbe stato uguale con uguali idee.

L'etichetta DISPERATA VOGLIA DI ESSERE AMATI&AMMIRATI, che in quel momento poteva sembrarmi AmoreVero e Affermazione di se stessi.

E poi una serie di piccoli cassetti tra cui leggo:
IDIOZIE,
ILLUMINAZIONI MOMENTANEE,
ERRORI,
DANNATA VOGLIA DI ESISTERE PER TUTTI,
ABBAGLI,
ABBAGLI DI NUOVO,
RINNOVO DI CONVINZIONI,
QUALCHE COSA BEN FATTA,
TROPPE COSE NON FATTE.
ABBAGLIO+DELUSIONE STRATOSFERICA MA DA ASPETTARSI.

Ecco ora penso sia giusto fermarsi qui, non ho ancora incassettato le ultime cose, alcune le sto vivendo altre non le ho elaborate.
Ho ancora diversi armadi da sistemare, ma non ho troppa fretta di farlo.
Quando sistemi i vestiti nell'armadio ritrovi certi reperti archeologici che ti domandi perchè tu li abbia scelti.
In quel momento eri convintissimo del fatto che li avresti messi per tutta la vita, poi finiscono chissà dove e non ti vengono nemmeno in mente.
Quando li ritrovi, impolverati, stropicciati e puzzolenti decidi di sistemarli e inscatolarli magari, o buttarli.
Io non butto mai via niente.
Inscatolo tutto.
Potrebbe servirmi un giorno aprire quelle scatole per rendermi conto di cosa non va assolutamente messo mai più.

 
Piccola parentesi cinefila:
L'ultimo spunto che mi ha turbato è stato un momento di Midnight in Paris di Woody Allen.
Il protagonista fa leggere il suo libro a un critico che lo devasta con un commento parecchio pesante e freddo.
il protagonista fa una faccia un po' stranita, e la sua donna lo esorta ad accettare e avere rispetto per le critiche anche pesanti.
A volte mi chiedo perchè la gente esiga più rispetto ad una critica piuttosto che a un'opera che è costata fatica e anche se non è un capolavoro l'autore c'ha speso tempo ed energie.
Ecco insomma se alcune persone imparassero a criticare (anche negativamente) in maniera più sensibile sarebbe meglio assai!

martedì 6 dicembre 2011

PASTICCIO DI NEURONI (e di neutrini)


Certe volte uno si chiede cosa voglia esattamente dall'arte.
Tu, uomo nato bipede e con pollice opponibile 
(a che cosa opporlo sta a te), 
cosa vorresti ottenere dalle altrui creazioni?
Ognuno ricerca soddisfazioni diverse,
altri credono di non cercare soddisfazioni 
in realtà sono solo masochisti
(quindi soddisfatti nel dolore). 

Ho sentito in questi giorni interventi illuminanti, di persone con molta esperienza alle spalle in campo “artistico”. Cio che più ho condiviso è il discorso di Roberto Innocenti, prima di tutto persona semplice e disponibile, e poi grandissimo abilissimo illustratore.
Mi son trovata a condividere il suo pensiero ovviamente il mio modo di esporlo sarà diverso da quel che lui ha esternato, e lo personalizzerò piegandolo alla mia mentalità stralunata.
Quel che reputo una certezza è che nessuno sano di mente potrebbe mai definirsi artista.
La propria arte è qualcosa che può forse essere percepita da terzi, ma non da se stessi.
Ogni persona che realizza immagini (su supporti di ogni genere e nel senso più ampio anche diverso da quello visivo) è un creatore di immagini. Punto.
Come il panettiere è un panettiere, come l'insegnante è un insegnate, come un giardiniere è un giardiniere. Il pittore è un pittore. Il regista è un regista. E via dicendo.

Qualsiasi cosa o azione venga fatta in un modo egregio, con originalità e con passionalità può elevarsi ad arte. Può cambiare il mondo senza accorgersi, può cambiare l'umore delle persone in maniera decisiva per il futuro.
Mi è capitato di vedere un film non eccezionale ma senz'altro mi ha fatto riflettere su alcune tesi. Anonymous. I ragionamenti che sono nati dalla visione di questo film mi han tormentato.
L'arte cambia il mondo che esso lo voglia o no. La persona abile e arguta sa che le proprie azioni (che il popolino chiamerà “arte”) potrebbero stravolgere la società, creando nuove opinioni, esaltando nuovi miti, creando situazioni politiche concimate da metodi azzeccati per stimolare il sentimento umano.


L'arte è un percorso di petali di fiori, che appaiono così fragili a terra, ma che non possiamo evitare di seguire fino ad arrivare a luoghi inesplorati che permettono di comprendere le mille strade percorse fin'ora. 



L'arte può (e sicuramente in moltissimi casi l'ha fatto) aver deviato l'esistenza di molti personaggi che han fatto la storia dell'uomo.
L'arte è incontrollabile, è un miracolo e allo stesso tempo è pericolosa e contagiosa. Può fare leva sui sentori più intimi per mutare nella sostanza le identità.
Per rendermi maggiormente conto di quanto grande sia il potere dell'arte ho provato a prendere in considerazione alcuni fatti.
Qualche tempo fa mi capitò di vedere un film horror di quelli che io reputo copie di copie di copie. Uno di quegli horror girati con la telecamera a spalla che costano poco e incassano un sacco (di sti tempi credo sia una delle mosse migliori del cinema). In questo film, come di tradizione, una famiglia traslocava in una casa infestata da uno spirito invisibile e crudelmente dispettoso. Il film non ti dava nessun particolare elemento che poteva farti intuire le sembianze della creatura mostruosa.
Quando io e Andrew siamo tornati a casa, abbiamo deciso di fare un esperimento. Abbiamo disegnato su due fogli diversi senza sbirciare, l'idea che ci eravamo fatti sulle sembianze del mostro. I nostri personaggi erano moooooooolto simili.
Una figura antropomorfa, con peli, corna e occhi crudeli e sottili. Una postura aggressiva. In realtà abbiamo provato a creare altri personaggi alternativi, ma non erano mai abbastanza mostruosi e terrificanti. 

La cosa mi ha inquietato. La nostra esperienza visiva e lettararia ci ha condizionati tanto da avere tutti quanti un immaginario così simile da farci sembrare automi.
La Politica, La Religione, Le Grandi Personalità hanno utilizzato da sempre l'”arte” per creare pensieri comuni. 

Fortunatamente esistono diramazioni più rilassate del tema.
Esistono creazioni di persone normali, senza pretese particolari, che amano realizzare, e condividere in tranquillità e senza loschi piani le proprie opere.
Mi sono resa conto di aver fatto un frappè di argomentazioni, magari potevo dividere in parti, spiegare meglio ecc...ma in fondo va bene così, i tormenti nella mia testa esistono sottoforma di litigate spropositate e confuse, tipo quelle che si fanno con qualcuno con cui hai condiviso molto, un famigliare o un vecchio amico. Quelle litigate dove ti rinfacci sciocchezze e grandi torti, dove vieni accusato a tua volta, e dove alla fine puntualmente, anche a distanza di mesi anni...fai pace. Trovi il bene sia nell'altra persona, che nella litigata, che ti ha fatto comprendere perchè ancora hai a che fare con quella persona.

Ecco, produrre qualcosa in campo visivo, se fatto con passione, significa litigare puntalmente con la tua testa e con le tue mani, mandarle a quel paese, ricordargli quanti guai e quanti compromessi hanno accettato, per poi riabbracciarle in un nuovo giorno, in una nuova opera che mai sarebbe nata senza quel pasticcio di neuroni.

Oh ho finito con ste cagade, giuro! Eheh
Rileggo quel che ho scritto? Che dite?



giovedì 24 novembre 2011

LA SIGNORA SAKKAVENTURA

Lo so sono tempestiva come un lumacotto d'autunno a dare notizie, ma in realtà è perchè ci son state vicissitudini che han fatto si che l'evento che vado a narrarvi non sia stato il principale avvenimento di quei giorni (purtroppo).
 Cooomunque... visto che qualcuno mi ha chiesto informazioni in più volevo dirvi che ho ricevuto il 1° Premio al Concorso Provinciale Esordienti - Floriano Soldi 2011 e per me è stata una grande emozione.Mi sono ritrovata a progettare e realizzare in tempi (come sempre) strettissimi il lavoro che ho presentato, ma l'idea mi frullava per la testa da parecchio tempo.
Soprattutto il titolo quasi è stato il motivo scatenante per realizzare la storia. DISTANZA IN STANZA
Mi faccio sempre arrovellare il gulliver dalle parole con significato doppio, dai suoni che certe parole ricreano, e da come alcuni vocaboli anche semplici mi trasmettano un senso di ambiguità ed inquietudine del tutto ingiustificata.

Non ho molto da dire, se non che una delle cose più piacevoli di questa premiazione è stato il commento di  Alessandro Baronciani che faceva parte della giuria.
Visto che le parole mancano perchè non mi piace parlare troppo di quello che mi accade vi lascio un link che vi raccontarà qualcosa di più.
http://www.cfapaz.it/20111121611/news-principali/concorso-esordienti-vince-roberta-sacchi.html

YEEEI!

venerdì 18 novembre 2011

MATRIOSKE E RADIAZIONI матрёшка

La matrioska è un oggetto che ho sempre visto nella mia casa, in varie versioni, grandi e piccine.
E' sempre arrivata come un dono per la famiglia, un oggetto molto semplice e di materiali poveri, ma pregno di significati popolari.
Da bambina mi divertivo a giocarci, scomponendo e ricomponendo le varie donnine di legno.
Ma oggi la Matrioska mi riporta a momenti della mia infanzia, e al ricordo di persone che non so se rivedrò mai.




Queste bamboline con gli occhi ridenti e spesso sbarrati, che osservano il mondo con sguardo perso.
Non sospettersi mai del loro contenuto, eppure si aprono e ti sorprendono con una nuova bambolina, una nuova vita, che a sua volta ne contiene un'altra e un'altra.
Da un lato può sembrare molto carino come souvenir russo, ma dall'altro m'inquieta.
Sì, perchè è un oggettino, sempre in versione femminile (al massimo puoi trovare tra le matrioske interne un bambino, ma la Madre, ossia l'esterno, è sempre donna), da mettere su un mobile.
Ogni parte è dipendente e strettamente legata alle altre, ogni donnina di legno ha significato solo perchè è un involucro che contiene qualcos'altro.
E' un modo molto maschilista di intendere la donna. Sicuramente è un fatto normale visto che l'oggetto ha origini antiche.
Non lo so, non sono nemmeno sicura di essere più inquietata o più affascinata.
Quel che è certo è che gli oggetti popolari, per quanto semplici o decorati, risultano sempre pregni e ricchi di significati immensi.
Trasmettono vibrazioni che non possono lasciare indifferenti.
Spesso rappresentano delle identità di Paesi che oggi non riuscirebbero a trovare simboli altrettanto forti e comunicativi.

Quindi detto questo vi invito all'esposizione MATRIOSKATTIVA organizzata da UnaSpeciediSpazio (iscrivetevi su faccialibroculo e blogger, se riesco a imparare a mattere il collegamento sul nome sarebbe anche meglio) aperta da domani 19 Novembre alle 17:00, in Piazza Roma a Cremona.



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Ora non vorrei intristirvi troppo, perchè sono certa avrete già informazioni su questa vicenda, ma vi posto questo video riguardante la tragedia di Chernobyl.
Questo fatto è sicuramente l'inizio di una serie di conseguenze che han fatto si che nella mia vita ci fosse vicinanza al popolo russo, bielorusso, ucraino, e tutti quei paesi colpiti dal disastro nucleare (è stata un'angoscia inumana l'evento catastrofico in Giappone, per il fatto in sè e perchè ha riportato a galla dispiaceri passati).
Una popolazione che ha visto crollare sogni e speranze quotidiane, sostituite da malattia, morte e insicurezza.
Spero che in Italia continui la possibilità di ospitare per dei periodi i bambini di quei Paesi. Io ne ho tratto una ricchezza infinita, che posso comprendere solo ora.

 

Ora sappiamo che i danni sono stati ancora più devastanti, a distanza di anni le radiazioni continuano ad ammalare e uccidere migliaia di persone.


DAAASVIDANIAA!

venerdì 4 novembre 2011

LUCCA COMICS | SCIMOC ACCUL


MUMBLE...MUMBLE

...Lucca Comics? E Lucca Comics sia!

In realtà non so nemmeno io che cosa scrivere riguardo questa esperienza quindi mi concentrerò sull'aspetto che più l'ha resa diversa rispetto ad altre edizioni.
Diversa per quanto riguarda il mio modo di averla vissuta...
Se posso dirla sinceramente non credo che le persone arrivate come semplici visitatori possono averne colto gli aspetti migliori.
E' stato speciale...per pochi semplici motivi essenziali.
Ho rivisto tante persone care e a cui devo la mia identità artistica, persone che nonostante la loro affermazione professionale nel campo non mancano mai di essere umanamente speciali.
Persone che ho riabbracciato con una gioia immensa, e con una malinconia altrettanto grande ripensando agli anni vissuti a Firenze.
Sono venuta di nuovo a contatto con un passato che temevo perduto un po' nella nebbia della mia città.
Temevo che tutto sarebbe cambiato, che le persone come sempre mi avrebbero riposto nel cassetto del dimenticatoio dopo molto tempo che non ci si vedeva.
E forse in parte è lo stesso così, ma in quei giorni in pochi istanti tutto è tornato vivo e presente.
Non so ancora esattemente perchè io abbia scelto di disegnare storie, anziché scrivere canzoni o scolpire marmo.
Non lo saprò mai.
Ma mi piace quello che faccio, mi piacciono le persone che ho incontrato facendo quello che faccio. Questo è tutto quello che so di me.
Disegno fatto in fiera per il mitico Eli6, lo so che sei all'ascolto! ahah

Ringrazio tutte le persone che hanno un legame con me di qualsiasi genere, sapete chi siete e a cosa in particolare mi riferisco. Vuoi una chiaccherata, uno scambio d'opinioni di pochi minuti, oppure un'amicizia forte o una quotidiana. Tutto è essenziale e importante e sono contenta di averlo condiviso.

Ora piango auhuhauha
Avvicinati...coff.. questa è la foto di mia moglie, ...coff … prenditi cura di lei e dei miei figli...muooio....

NOOOO ROGER NOOOOO

giovedì 20 ottobre 2011

L'INDISCRETO FASCINO DEL PECCATO

Schietta e concisa, senza tanti fronzoli 
esplicherò amabilmente, come di consuetudine 
le mie opinioni e congetture 
su un qualunquissimo argomento.

DEEE PROSTITUSCIOON! 
Alùra,
la nostra vita quotidiana è costellata dalla parola "prostituzione". Di certo non deve apparirci una cosa strana, ne fuori luogo.
La prostituzione è da sempre stata un'alternativa lavorativa all'interno della società umana.
Mutando il contesto storico e le circostanze anche la professione "Prostituzione" ha subito variazioni a seconda anche delle scelte legislative.
C'è chi si prostituisce per mancanza di un lavoro comune, per il rifiuto di un lavoro comune, per necessità di soldi immediati, o, nel caso più triste, per forza (nel caso in cui esista uno sfruttatore o comunemente chiamato "pappone").

La motivazione su cui mi vorrei concentrare è:
Il rifiuto di un lavoro comune.


Il mondo viaggia su binari devastati, ad ogni piccolo tragitto segue una serie di sfortunati eventi e di problematiche, causati da una mancata manutenzione del treno sul quale stiamo viaggiando.
E' come dire che pagando il biglietto ferroviario non possiamo avere la certezza che quei soldi vengano impiegati per far si che il nostro viaggio sia sicuro.
Ecco, soprattutto in Italia, non abbiamo la certezza di nulla.
Chi non paga le tasse è un criminale, ma allo stesso tempo chi le paga viene preso in giro, poichè i suoi soldi non vengono impiegati per il bene del Paese.
Chi lavora si vede una buona fetta del denaro trattenuta, e sa che è quasi certo che non verrà impiegata correttamente.
E allora perchè lavorare? Perchè ammazzarsi 40 ore a settimana per pochi soldi, quand'è che non puoi nemmeno goderteli tutti.
Perchè fare un lavoro umile se ti porta a certe frustrazioni e all'impiego di un 3° della tua vita che avresti potuto impegnare vivendo.

Ecco che alcuni individui cercano lavori alternativi, opportunità di guadagnare il più possibile con l'impiego di meno tempo e meno strazio.
I lavori alternativi più gettonati sono: la truffa, il furto, e la prostituzione.
Direi che la "prostituzione" è l'unico atto non criminoso, ma senz'altro si può fare su di esso alcune riflessioni.

Spesso le prostitute sono molto giovani.
C'è chi ne fa una vera a propria professione riconosciuta a livello pubblico, concedendo le proprie prestazioni nelle classi sociali medio-alte.
Queste si fanno chiamare Escort, perchè il termine prostituta non rende giustizia al loro onore.
D'altronde è sempre stato così, a seconda della classe sociale un lavoro o un'attività hanno avuto due nomi di diverso impatto emotivo.
Queste donne non sono sante e nemmeno mi importa di puntare loro il dito.
La cosa che mi fa rabbrividire è il fatto che uomini maturi, o addirittura anziani, ricerchino prestazioni sessuali da ragazze giovani in cambio di soldi.
Una ragazza che vede che la possibilità per lei  di guadagnare molto concedendo il proprio corpo per poche ore, non riuscirà mai più a tornare alla vita reale.
Non riuscirebbe più a fare un lavoro comune, ad amare una vita semplice e priva di squallori simili sicuramente meno privilegiata economicamente.
Esperienze simili cambiano la testa.
Ti formano.

E il fatto che un uomo anziano scavalchi (non senza contusioni) questi limiti di decenza e non comprenda quali siano le conseguenze di simili atti, mi fa davvero tristezza.
Come fa un uomo a trovarsi davanti una ragazza giovane e permetterle di fare questo della sua vita? (è una frase fatta ma ci sta, Potrebbe essere la figlia, o addirittura la nipote)

Ok gli uomini in determinate circostanze è difficile che ragionino, però c'è un limite a tutto.
E poi soprattutto lo schifo di sapere che una donna verrebbe a letto con te solo per soldi o comunque in cambio di beni materiali o di fama....che bella schifezza.
Pensare che sono proprio alcuni MEMBRI della politica a ritrovarsi in queste situazioni è ancora più assurdo e ridicolo.

C'è qualcosa di più politicamente scorretto di un poltico italiano?

Scusate lo sfogo, ma mi fa schifo troppo schifo tutto questo, è un insulto a chi viene obbligato a battere le strade...



domenica 16 ottobre 2011

IL BALLO DELLE DEBUTTANTI

Ecco allora, facendo i conti con il mio riflesso allo specchio mi sono resa conto che ultimamente ci sto dando dentro parecchio. Ho la fortuna di essere riuscita a portare avanti progetti che si sono rivelati delle belle soddisfazioni nonostante non ne abbia visto ancora i frutti.
Però il fatto particolare è che tendo sempre a escludere il mondo dal capire esattamente cosa sto facendo. Ho davvero difficoltà a parlare di quello che faccio e ho sempre una convinzione inestirpabile che le persone davanti a me vogliano che io sia più sintetica possibile per potersene andare a far qualcosaltro...
E' grave Dottore?

No dai non è poi così grave! Potrebbe piovere!

Allora per rattoppare qualche buco della mia comunicazione a voce vi scrivo qualcosa riguardante i progettigni che ho seguito. Poi tra poco tornerò a fare dei post più simili ai primi (odio farmi pubblicità preferisco parlare di qualche argomento che mi sta a cuore).
Fare del “sam”(caos,pasticcio) disegnifero è sempre stato parte della mia fuckin vita. Indi per cui!!... Non mi sembra qualcosa di extra ordinario fare, disegnare, spedire, colorare ecc... Quindi parlarne rendendolo argomento di discussione mi mette a disagio. Un po' come i discorsi su che cosa si mangia a che ore e se fa bene o no guardare la televisione a 20 cm...o che tempo fa, c'è brutto, ma meglio di ieri, però fa freddo e afa. E' cominciato l'autonno! Ma và!
Ecco allora tornando seria e quieta...
Quest'anno a LuccaComics&Games uscirò con un paio di pubblicazioni.


FOORST PUBBLICHESSSION
AGGIORNAMENTO AGGIUNTO SUCCESSIVAMENTE ALLA PUBBLICAZIONE DEL POST: In occasione dell'uscita del volume sui 150 anni dell'unità d'Italia, dal 28 ottobre al 1 novembre è allestita una mostra espositiva presso l'Auditorim San Romano, nella quale sono raccolte una selezione di opere degli autori che hanno contribuito alla pubblicazione del volume a fumetti Dal Risorgimento alla Resistenza, storie di Toscani che fecero l'Italia. La pubblicazione è un progetto di Lucca Comics & Games , realizzata in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics, con il contributo della Regione Toscana.
Un ringraziamento agli sceneggiatori e ai disegnatori che hanno contribuito alla realizzazione del volume:
Filippo Rossi e Vincenzo Bizzarri, Giulio Bonatti e Enrico Bertelli, Massimo Rosi e Tommaso Campanini, Marco Rastrelli e Sergio Bargagliotti, Marco Bruno e Dario Grillotti, Francesca Santi e Matteo Berton, Matteo Lupetti e Guido Occhipinti, Samuel Daveti e Lorenzo Palloni, Mariangela Sena e Roberta Sacchi.

 
Uscirà un'antologia pubblicata da LuccaComics&Games dedicata ai 150anni di unità d'Italia.
I testi e la sceneggiatura sono della fantasmagorica Mariangela Sena (mia ex compagna di studi alla Scuola Comics) e a me è toccata la parte disegnifera :)


Il personaggio storico che ci è stato assegnato è Domenico Tiburzi, un noto brigante della scena toscana. Noto per vicende leggendarie che lo hanno reso un eroe per la gente comune del tempo.

 
Vi consiglio di cercare notizie biografiche sul suo conto. A mio avviso la cosa più interessante del suo personaggio è la modalità con cui è stato sepolto. Infatti il prete del paese non accettò di sepellirlo nel cimitero, ma l'insistente indignazione del popolo obbligò tal prete a trovare un compromesso. Venne sepellitò sul portale del cimitero di Capalbio, con le gambe nella parte interna e il torace e la testa all'esterno.


E' sempre vero il fatto che la grandezza di un uomo la si può vedere dal suo funerale.
E' stata una collaborazione stupenda, piena di chiaccherate e confronti sentiti e che han accresciuto moltissimo la mia esperienza sia artistica che umana.
Sarei felice se questa storia vi emozionasse anche solo un centesimo di quanto ha emozionato me costruendola segno per segno cercando di ricostruire una parte di storia dimenticata e reinterpretata...sono stati giorni incredibili. Il tema era particolarmente doloroso...ho riflettuto sui valori del nostro tempo, su cosa abbiamo perso e su cosa è rimasto e non sparirà mai.
Teniamo la testa alta e andiamo avanti restando onesti.


Sopra vi ho mostrato una parte dello studio dei personaggi mentre qui sotto vi propongo esperimenti per la realizzazione dell'elemento caratteristico della storia, gli storni.




Per concludere questa prima parentesti, potrete trovare a LuccaComics&Games2011 una mostra che raccoglierà alcune delle tavole presenti nell'antologia. Spero qualcuno capiti là e la veda.



SECOOOND PUBBBLIIICHESSSSION

Quest'altro progetto s'intitola MORBO VENEZIANO, una graphic novel autoconclusiva horror edita da Cut-Up e curata da Stefano Fantelli. Sceggiatura: Danilo Arona, Disegni: Macs Gallo, Colorazione: Sakka (me :)
 

Anche questo si è rivelato un lavoro alquanto importante sotto tanti punti di vista. Ho affrontato una colorazione che non avevo mai messo in pratica tentando di riprendere un po' gli stili Marvelliani (per farvi capire), e con mia grande sorpresa sono riuscita a portarla avanti fino alla 72 esima tavola.
Come avrete intuito è una storia di fantascienza ambientata a Venezia. Senz'altro è stata una sfida per scacciare i miei preconcetti stilistici. Anche questo potrete trovarlo allo stand di Cut-Up a LuccaComics.
Per ora vi lascio il link del blog del disegnatore Macs Gallo
http://massimilianogallo.blogspot.com/
Potrete vedere il progetto in fase di costruzione e alcune tavole colorate.


E dopo tutta sta slambrottata 
di autocelebrazione 
mi mando a fanculo da sola 
GO BACK TO CULLL



sabato 8 ottobre 2011

PI PO PO POROPO

Tempo morto.
Tempo per scrivere un post ricapitolando le cose che vorrei dire, che son tante, ma le parole mancano spesso nonostante i pensieri.
Comunque sarà un post più inutile dei precedenti
perchè è solo per rendervi partecipi della mia felicità.




La scorsa notte ho finito e consegnato un lavoro che andava avanti da 2 mesi, è stato parecchio faticoso ma mi ha allenata ad avere pazienza e sangue freddo.
Quindi sono contenta e soddisfatta al di là del risultato estetico.
(Credo che farò un post riguardo questa pubblicazione tra pochi giorni)
Si tratta di un lavoro come colorista per un fumetto in scala di grigi, quindi mi ha aiutato ad esercitarmi moltissimo sullo studio della luce e delle ombre.
Sento che mi è servita di più quest'esperienza che mille anni di corsi di pittura digitale che avrei potuto fare.

Però dopo un po' che sei su un lavoro non vedi l'ora di concluderlo. E così è stato.
Quindi dopo aver spedito le benedette tavole nell'oscura notte di ieri mi sentivo tutta brivideggiante e nevrotica.
Era un fluido di relax post lavoro che stava sconvolgendo le mie arterie e non senza rumore.
E cosa potevo fare se non ascoltare questa canzone trash che ricorda film squallidi e improponibili della più alta cinematografia italiana!!



Un'improvvisa voglia di fare pernacchie con la bocca, di dire: OH MARONN!, ANVEDì!
Ecco potete capire il livello emotivo a cui ero arrivata.
 
Ebbene dopo tutto ciò ho deciso con l'ultimo goccio di coscenza che era giunta l'ora di andarmene a dormire.
Il giorno dopo mi ha svegliato un raggio di sole e gli uccellini mi cantavano PI PAPPA PORO PO!

Dovevo recarmi in un anfratto Cremonese (in centro, ma tutta Cremona è un anfratto a mio avviso), precisamente in Galleria XXV Aprile (che credo sia una delle cose che mi piacciono di più a Cremona).
Lì con i fantasmagorici compari di UnaSpeciediSpazio dovevamo fare una performance di disegno in occasione del Vanitas Market che si teneva in questo weekend.
Ma a parte i dettagli su dove come e quando ciò è avvenuto, una cosa mi va di dire.
Sono stata troppo bene. Erano mesi che non disegnavo con libertà, literbà e libretà!
E sono stata da dio, mi sono ricordata esattamente perchè disegno. A volte me lo dimentico.




(Qui di seguito una foto non molto di qualità, il tema era FIABA E VINTAGE
i soggetti nel caso non fossero abbastanza riconoscibili sono
MARYLIN,BETTY PAGE e AUDREY HEPBURN)

e sotto lo studio preparatorio per Betty Page
che mi piace di più di quello che è uscito nella performance
(non amo disegnare su supporti troppo grandi)


CIAO ZII REGINALDI LATENTI!

giovedì 4 agosto 2011

VOGLIO ESSERE COME ZORRO!

Ho perso un po' di entusiasmo per questo blog.
Forse perchè mi faccio sempre prendere dall'istinto di comunicazione 
concretizzandolo a volte in maniera troppo frettolosa senza portarlo avanti.
Non credo sia sto gran patema. 
Nel senso che non è un blog seguito quindi non faccio un torto a nessuno.
Ma la vera ragione per cui non scrivo è perchè ultimamente 
mi manca un po' il tempo e soprattutto la concentrazione.
Ho la mente occupata da tante piccole cosucce, che rendono 
anche il mio tempo libero caotico e senza possibilità di creare cose nuove. 
Uff...


Dall'altro canto sono molto felice di avere molte cose a cui pensare...progetti che si stanno concretizzando e che spero mi daranno una soddisfazione che già sento anche solo per il fatto di fare fare e fare qualcosa nel campo che più amo e che più si avvicina alla mia persona.
Solitamente è molto facile scrivere di qualcosa che ci rende arrabbiati, le lamentele e le indignazioni han permesso a libri, giornali e pellicole di germogliare come funghi nella pioggia.
Ma quando tutto questo mondo tanto criticabile viene superato da una semplice frase di una canzone che dice "over futile odds", allora mi rendo conto che le parole per spiegare le opinioni spesso sono servite solo a perdere molto tempo e a non costruire nulla di che.
Quindi mi sento un attimo in quella pre fase di incazzatura che ho avuto a Febbraio.
Ossia poco prima di cominciare questo diavolaccio di blog, pressapoco.
Apatia apatia, senso di inutilità riferito a sè e a ciò che c'è intorno.


Poi è arrivata la rabbia.
Mi sono fissata documentandomi su tante cose brutte che accadono a questo mondo.
Ogni giorno e ogni notte ero angosciata. Mi bastava una parola in più che potevo dire a una persona e potevo scoppiare a piangere per la tensione accumulata. Tipo labbro tremulo e occhio pulsante.
Sentirsi il peso del mondo addosso. Pensare che ogni cosa che mi circonda è costata la sofferenza, lo sfruttamento e spesso la vita di esseri umani, animali, piante.
Tanta vergogna per il fatto di continuare a vivere nella stessa maniera di quando ero inconsapevole.
"Oggi che so e son indignata non cambio assolutamente un cavolo nelle mie abitudini"
E poi arriva la botta finale.
Io sono un peso per la vita stessa.
Gente è morta per i miei fabbisogni quotidiani e io non lo so e finora non mi sono preoccupata di considerarlo.
Mi sento parte della macchina, parte degli ingranaggi di questo orologio planetario che concorro nel consumarne la batteria.


Tutta questa menata patetica e trista trista so che arriva periodicamente ogni tot tempo nella mia vita.
Le fasi sono sempre quelle.
1) NORMALITA'
2) NOIA E AUTOMATISMO NEL MUOVERSI di quasiasi movimento si tratti
3) SENSO DI INUTILITA' DELLE PROPRIE AZIONI E DI QUELLE DEGLI ALTRI
4) NESSUNA VOGLIA DI COMUNICARE NULLA
5) DISPREZZO PER GLI OGGETTI DI CONSUMO
6) AUTOMATICA RICERCA DI DOCUMENTAZIONE DI COSE CRUENTE E INGIUSTE NEL MONDO
7) RABBIA E VOGLIA DI SPACCARE TUTTO
8) RITORNO DELLA VOGLIA DI COMUNICARE MA TROPPO ISTINTIVA E RANCOROSA, a volte impegnata a rompere i coglioni a qualsiasi individuo inizi una conversazione con me che vada anche solo un passo dopo al "ciao come stai"
9) CONCRETIZZAZIONE DELLA COMUNICAZIONE CON UN MEZZO DI CUI SON CONVINTA E CHE CREDO PORTERO' AVANTI PER IL RESTO DELLA VITA
10) IMPROVVISA VISIONE DI QUALCOSA CHE NON DIPENDE DA ME CHE MI STUPISCE E MI FA RICOMPRENDERE LA BELLEZZA DI VIVERE
11) FELICITA' INSENSATA, CONTINUA E SENZA VACILLAZIONI, come dopo aver avuto un'apparizione celestiale (non credo in Dio ma è per farvi comprendere)
12) RITORNO ALLA FASE 1....RICOMINCIA IL CICLO DI FASI EMOTIVE


Allora mi sa che questo post domani lo cancellerò...è troppo triste e patetico. Ma in realtà non poi tanto. Perchè so che arriverà un periodo di felicità incondizionata...e lo attendo con ansia. In quella precisa fase ogni volta mi riprometto che per me sarà impossibile tornare ad essere triste e ingrata verso le gioie che mi capitano.
Ma in realtà la tristezza non è un sentimento che mi appartiene.
La tramuto sempre in incazzatura. Poi non faccio male neanche a una mosca sia chiaro!

SCIAK!


mercoledì 15 giugno 2011

GIUDA BALLERINO! DANZA PER ME!


Ecco cosa potrei dire....
GUTEN TAG!
ICH ARBEITE BEI COMUNE DI CREMONA
ICH BIN SAAAAKKA
ICH HABE EIN BADEZIMMER
SEHR ERFREUT!
AUF WIEDERSEHEN!


Ecco e ora che ho sfoggiato le mie conoscenze acquisite recentemente
grazie a un corso sapete che ho un bagno!
Allora è un po' che vorrei scrivere 3000 cose ma poi non riesco a concludere.
Potrei partire da qualche disegno fatto il mese scorso per un evento realizzato 
durante la mostra DYLANDOG25

THIS IS THE EVENTO
http://sonoioche.blogspot.com/2011/05/il-nostro-concerto-di-disegno-per-dylan.html spiegato nei dettagli e con tanto di diapositive :)


Allora il mio compito fu quello di disegnare (assieme ad altri tre artistacci). Una telecamera riprendeva dall'alto e un proiettore proiettava su un giga telone. Il tutto condito da muuussica dal vivo.



Partiamo dal presupposto che prima di questa mostra il caro Dylan non lo conoscevo affatto, ed anzi avevo un certo pregiudizio tipico di me verso qualcosa che non mi convince a primo impatto. Sono una fuck superficiale.
Poi ho dovuto per forza documentarmi ed ho scoperto che solo il 10% di ciò che DylanDog ha proposto mi piace. Nel senso che adoro Tiziano Sclavi (ho letto due suoi romanzi e mi sono strapiaciuti) e riesco ad apprezzare a dire il vero solo i disegni di Corrado Roi...
Lo so sarò una fuck fissata ma non trovo che nessuno degli altri disegnatori renda atmosfere così horror e allo stesso tempo mai trash, ma anzi quasi una danza di pura sensualità horror espressa in ogni singola virgola.
Adoooro.


Beh questo non mi ha lasciata indifferente.
E quindi da pochi giorni ho tentato di ripercorrere la tecnica di Roi utilizzando la spugnetta per lavare i piatti zuppa d'inchiostro. E devo dire che l'effetto mi esalta. Probabilmente tra poco metterò qualche disegno realizzato con quel metodo. Ma ora è topo secreto!


Non voglio rompervi troppo la fava, quindi vi dirò in breve qualche pensiero elencandolo come una maledetta lista della spesa. E questo perchè di essere profonda e power non mi va proprio oggi...infatti mi sa che lo avrete capito da quando avete cominciato a leggere questo post ridicolo.

1)W IL REFERENDUM E W IL QUORUM, TRADOTTO W L'ITALIA CHE NON DORME E CHE SA VEDERE IL FUTURO

2)CREMONA SARA' SEMPRE LA CITTA' DEI VIOLINI E IN OGNI FAVA DI COSA IL VIOLINO MALEDETTO CI SARA'. SPERIAMO ARRIVI IL GIORNO IN CUI CREMONA SIA RICORDATA PER ALTRO. OK OK TOGNAZZI … PERò è MORTO E IN Più CHIUDONO IL CINEMA A LUI DEDICATO ( IL Più CARATTERISTICO DELLA CITTA'...HATE)


3)PIU' VADO A FARMI UN GIRO A FIRENZE DICENDO CHE NON CI RIVIVREI PIU' MENTO A ME STESSA, MI MANCA DA MORIRE.

4)HO L'IMPRESSIONE DI AVER DIMENTICATO DI COSA VOLEVO PARLARE IN QUESTO POST


5)TUTTI QUESTI DISEGNI CHE VEDETE SONO LE VIGNETTE CHE MI SONO STATE AFFIDATE PER IL CONCERTO DISEGNATO DI CUI VI PARLAVO ALL'INIZIO (sono schizzi e quindi per questo sono un po' grezzi.... siii ceeeerto ceeeerto).

6)PENSO OGNI GIORNO CHE DEVO MOLTO ALLA MIA MANO DESTRA, E CHE IN REALTA' RISIEDE Lì TUTTO CIO' DI ME DI CUI MI IMPORTA, PERO' è UN PO' STRONZA A VOLTE

Pis end Lov!

P.s. Quando cliccherò su PUBBLICA POST mi verrà in mente di cosa volevo scrivere. Ma sarà troppppoo taaaaardi!


QUI IL VIDEO REALIZZATO DURANTE L'EVENTO DI CUI VI PARLAVO SOPRA(ENTRATE NEL BLOG DI ALESSANDRO FSARI E CLICCATE PLAY SUL VIDEO)(CAPITANA OVVIA)

http://gelatineide.blogspot.com/2011/06/dylan-dog-concerto-disegnato-2011.html

domenica 22 maggio 2011

VAFFANCUUULO! - ABBOCCADIROSA!!!

Uhm ok ora che le acque si sono calmate posso mettermi a scrivere con pace e tranquillità in questa notte particolarmente calda.
Vi parlerò di una esperienza fatta un mesetto fa, un piccolo tassello al mio percorso creativo che mi ha dato molta soddisfazione.



In occasione della fiera COMICON 2011 di Napoli mi è stata data la possibilità di rientrare in una mostra che si svolge ogni anno all'interno della manifestazione.
Si chiama Futuro Anteriore, e ogni anno viene scelto un tema su cui un gruppo di artisti si misurano.
Quest'anno per dare un piccolo omaggio all'anniversario dell'unità d'Italia si è scelto il tema della Musica.
La Musica intesa come decorazione molto importante e incisiva delle vite di ognuno e che è in grado di darci un senso di appartenenza.
Ogni autore doveva rappresentare in fumetto alcune canzoni che rappresentassero anche i diversi generi musicali.
A me è toccato il cantautorato e una canzone che qualsiasi italiano conosce e ama a modo suo.
Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè



Il secondo passaggio era decidere quale cadenza dare alla narrazione, e prendere anche una certa posizione interpretativa riguardo alla composizione.
Questa canzone mi ha dato modo di riflettere sul personaggio BoccadiRosa.

Ho avuto modo di confrontarmi con altre persone sul senso che ognuno da al testo, che pur essendo piuttosto descrittivo lascia comunque molto spazio all'immaginazione.
Ho tentato di completare con la mia percezione un racconto che sembrava molto chiaro ma che secondo me lasciava molte lacune.

La BoccadiRosa descritta da De Andrè sembra essere vista sempre da un occhio esterno, chi la conosce la giudica.
Sia le donne che la odiano perchè vedono i loro mariti andarsene con un'altra, sia gli uomini che la vedono come una primavera della vita, un dono concesso a loro.
Insomma BoccadiRosa appare come una donna la cui passione principale è far l'amore a destra e a manca (se si dice così), una prostituta che in realtà è contenta di esserlo.
Una donna che in fin dei conti è contenta di girare di stazione in stazione per trovare nuovi uomini.
Ma a mio avviso anche De Andrè (che forse ha costruito il testo su qualcuno che ha conosciuto) non ha realmente capito questa donna.


Io ho immaginato BoccadiRosa come una donna vera a 360°gradi. Una donna che da molta importanza al suo essere femmina, ma che in fondo ha una vita fatta anche di altro.
Una donna sola, che si ritrova a viaggiare di paese in paese, sapendo che in qualsiasi posto andrà nessuno tenterà di capirla, e forse ormai ha anche rinunciato a mostrarsi per quel che è interamente.
Una donna disillusa sulla vita, che trova passione a far l'amore da prostituta perchè forse la vita non le ha dato poi molto. Una donna che forse non ha conosciuto l'amore vero e dolce.

BoccadiRosa per l'uomo di provincia non è un sogno tramutato in realtà, un evasione dalla vita coniugale che non gli da più stimoli.
BoccadiRosa non è assolutamente una donna da amare, ma una donna da usare per sentirsi di nuovo dei galletti ruspanti.


Nell'ultima tavola della mia storia ho voluto rappresentare una donna normale, che ha cura di se stessa ma non specificatamente per attrarre gli uomini, una donna che starnutisce come qualsiasi essere vivente.
Una donna un po' bambina che vedendo un gattino si china per accarezzarlo, ma voltandosi vede gli uomini che vengono ad accoglierla alla stazione, e si rende conto di dover rimettere i soliti panni da BoccadiRosa.

Bene dopo aver fatto questo discorso serio e paccosissimo vi invito a vedere le tavole definitive colorate e coi testi sulla mia pagina del sito quaz-art
http://www.quaz-art.it/artisti/robertasacchi/

e vi invito anche a dare un'occhiata al catalogo online della mostra, in cui potrete sfogliando vedere oltre al mio fumetto anche gli altri in mostra e i testi descrittivi degli autori
http://issuu.com/futuroanteriore/docs/musicaefumetto




GRAZIE PER L'ATTENZIONE
SIETE BELLISSIMI COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE

P.S. Durante il Napoli Comicon (che è una fiera superbella davvero io sono rimasta tipo così o_o) ho avuto modo di conoscere persone fantastiche e ritrovare alcuni grandissimi. Sono stati giorni davvero stupendi e quasi mi è sembrato di fare un tuffo quando vivevo a Firenze e facevo la Comics. Florence I LOVE YOU








martedì 10 maggio 2011

DUGONGO . . . NON HO ALTRO DA DIRE

Non ho molto da dire in questo periodo.
Non perchè non ci sia nulla di cui parlare...ma a volte i fatti lascian senza parole.
Ciò nonostante mi sforzerò di cicciare fuori qualcosa in queste poche righe.
Vi racconto le mie seghe mentali a cielo aperto :)

Ah grazie agli amici stranieri che visitano il mio sito non capendoci una mazza.

Vi amo prepotentemente e prometto un giorno di postare anche in inglese almeno.




Cominciamo da un quesito:
Decidere di scrivere storie e disegnarle può essere autolesivo?

Partendo dal presupposto che non sono del tutto sicura di avere scritto una domanda grammaticalmente corretta partono le dovute scorrette supposizioni.




Per esempio, in questi mesi mi sono resa conto di quanto possa influire la mia creatività sul mio umore.
Scavare nel mio pensiero tentando di dare interpretazioni personali sul mio vissuto e trasportarle in materiale cartaceo può sembrare una mossa banalmente innoqua.
Invece mi danna completamente.




Quando un personaggio che ho creato prende il sopravvento sulle mie emozioni diventando lui stesso vivente nella mia stessa vita sento che qualcosa mi sfugge.
E' come se un piccolo bimbo cicciasse fuori dal mio utero e mi mandasse a fanculo perchè cerco di educarlo col vecchio stile.

Ecco, questi figli di graffite e colori, che prima usano il mio corpo per poter nascere
e poi mi ripudiano dandomi ansie materne.
Dannata gioventù d'oggi! Sti giovani bastardi dentro e maleducati!





Tutto questo per dire che non credo disegnerò e scriverò per sempre.
Un po' come si smette di fare figli a una certa età.
Non voglio che queste noie mentali mi diano angosce inutili,
rendendo i piccoli malumori delle gigantesche agonie.
. . .
Perchè nessuno mi convincerà del contrario: quando concretizzi le tue ansie esse prendono un peso mille volte superiore.
In questo modo hai il 50% di possibilità di lasciartele alle spalle un giorno, ma anche un 50% che esse si attacchino come ventose ai tuoi neuroni.

A volte sento che i miei disegni decidono di mettere in mostra una mia identità distorta incomprensibile e inaccettabile prima da me e poi anche dagli altri.








Ah ultima cosa e poi finisco con questa mega pippona inutile, ma ultimamente trovo irritante quanto la gente di consideri di più solo perchè sai tracciare un paio di segni discretamente.
E se non lo sapevo fare che ero n'ammerda???




Happy End